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Il Museo Archeologico di Dorgali inaugurato nel 1980, è dal 1987 situato in via Lamarmora, presso l’edificio della scuola elementare.

I reperti esposti raccontano la storia Archeologica del territorio dal Neolitico fino all’età moderna. Un contributo notevole è pervenuto dalla speleologia ma anche le raccolte di superficie effettuate su tutto il territorio, così come le collezioni private che hanno permesso una lettura archeologica globale. Completano il quadro gli scavi archeologici, in particolare lo scavo dell’insediamento nuragico – romano di Nuraghe Mannu e l’affascinante sito di Tiscali.

Il Museo vede la sua esposizione organizzata in tre piccole sale secondo un ordine cronologico e dando un focus particolare ai reperti provenienti dai siti fruibili (Grotta del Bue Marino, villaggio di Serra Orrios, Tomba di Giganti di S’Ena ‘e Thomes, Villaggio di Nuraghe Mannu, Grotta di Ispinigoli).

La I sala vede esposti i materiali che si susseguono dal Neolitico Recente e l’età nuragica: al Neo-Eneolitico sono attribuibili gli strumenti provenienti sia dalle collezioni private che da varie località; alla Cultura di Ozieri (4100-3500 a.C.) gli strumenti in osso e in pietra e i frammenti di vasi con decorazioni impresse, recuperati in grotta, in particolare in quella del Bue Marino, oltre che nelle domus o all’aperto; testimonianze della Cultura di Monte Claro (2900-2300 a.C.) provengono dalle domus del territorio; alla Corrente del Vaso Campaniforme (2400-2200 a.C.) è attribuibile il piccolo brassard rinvenuto nel dolmen di Motorra; alla Cultura di Bonnanaro (2200-1900 a.C.) si ascrivono alcuni materiali rinvenuti nei dolmen di Motorra. Alla prima fase dell’età del Bronzo Medio (1600 – 1300 a.C.), appartengono i materiali provenienti dalle grotte e dalla tomba di giganti di Thomes.

Il Villaggio di Serra Orrios è sicuramente il protagonista della sala, uno degli abitati nuragici più noti e visitati della Sardegna. I materiali esposti – lisciatoi decorati in steatite, matrici di fusione, strumenti per la lavorazione dei tessuti, reperti in bronzo come la doppia ascia a tagli paralleli, aiutano a capire meglio la vita quotidiana della Sardegna Nuragica.
Sempre in questa sala ritroviamo le riproduzioni dei due bronzetti ritrovati a Cala Gonone: il guerriero con stocco e scudo – di cui possiamo ammirare una lettura in chiave “reale”nel modello vicino – e il pugilatore. Gli originali si trovano esposti al Museo Archeologico di Cagliari.

La II Nuragica – Romana
Nella sala II si presentano materiali di età nuragica come i reperti dal villaggio di Nuraghe Arvu e le collane in pasta vitrea provenienti dalla Grotta di Ispinigoli. Una vetrina raccoglie dei materiali di età Classica (anfore ioniche) che precede la fase romano repubblicana rappresentata dai materiali anforici da Tiscali. Sono inoltre esposti i materiali rinvenuti nel corso delle indagini dell’insediamento nuragico – romano di Nuraghe Mannu: si tratta di frammenti ceramici, reperti metallici, monete e resti faunistici. Lo scavo ha contribuito ad una migliore comprensione della romanizzazione della Barbagia.

È tra l’altro mostrata una piccola bilancia romana (statera) in bronzo, uno degli esemplari meglio conservati della Sardegna.
La III sala Romana – Tardo Romana – Moderna vede esposti tra i reperti più interessanti la riproduzione fedele del diploma militare di TUNILA CARESIO della coorte II gemina Corsorum e Ligurum, che ottenne dall’Imperatore Nerva la concessione della cittadinanza romana nell’Ottobre 96 dC. Frontalmente la riproduzione di un soldato romano.

Una vetrina è dedicata ai pendagli a catenelle, con pendenti laminari e lanceolati, ritrovati nel sito di Tillai, di possibile attribuzione alto medievale. Inoltre il lingotto di piombo, con bollo L PLAANI L F RVSSINI, relativo alla produzione di lingotti della famiglia dei Planii, industriali attivi a Carthago Nova in Iberia. Un’altra importante iscrizione in bronzo menziona il prefetto dei vigili EGNATVLEIVS ANASTASIVS.

Al centro e su un lato della sala sono esposte alcune anfore romane rinvenute nel Golfo di Orosei che testimoniano i traffici della costa orientale sarda, fra Africa e Roma. Una teca sistemata su un lato accoglierà un lotto di monete risalenti all’epoca punica, romana e tardo romana, con esemplari in oro e argento, localizzati all’interno del territorio di Dorgali.
Concludono l’esposizione le anfore, intere e frammentarie rinvenute nel complesso speleologico di Sos Sirios, attribuibili ad età tardo antica, e le ceramiche di uso comune riferibili a produzioni dorgalesi del XIX e XX sec.